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lunedì 27 marzo 2023

Ho costruito un giardino da muratore @ La giacinta, Roma (“La fonte dell’opera”, mostra collettiva a cura di Davide Silvioli in collaborazione con Valeria De Siero)

 

Ho costruito un giardino da muratore

2022, installazione site specific, centina in legno, filo a piombo, dimensioni ambientali




 


Ricordo di aver letto in un libro di Gilles Clement che l’unica civiltà a non aver prodotto giardini è quella degli aborigeni australiani. La spiegazione, “Il giardiniere” francese, la scopre quando una maestra locale gli invia una poesia tradizionale insegnata ai bambini dalla quale questi apprendono che nella terra riposano lo Spirito di Vita e gli Spiriti delle creature stanche. All’uomo è quindi assegnato il ruolo di protettore e, nella loro cultura, proteggere significa non violare, non ferire, non danneggiare. Quindi anche attività, alle nostre latitudini, percepite vicine alla terra, come l’agricoltura o il giardinaggio, dagli aborigeni vengono viste come una forma di violenza.

Lungi da me giocare a fare l’aborigeno: non li conosco abbastanza e sono privo della loro spiritualità. Provengo da una cultura che vede in ogni cosa che ci circonda una risorsa da sfruttare; nel vivente materiale di consumo. Potrei interpretare l’ipocrita ruolo del predatore che fugge dalla preda ma penso che mi si confaccia meglio quello dell’equilibrista.

Chiamato a realizzare un’opera nel giardino di una casa cercherò di non violare il bilanciamento del sistema, che considererò chiuso. Non introdurrò nulla, non apporterò modifiche permanenti e cercherò di connettere l’architettura con il paesaggio. Preleverò dalle cantine della casa una vecchia centina in legno, lunga circa quattro metri, utilizzata negli anni ‘70 per costruire gli archi del loggiato e la porterò nel giardino. In particolare, la fisserò sospesa tra le chiome di due ulivi anticamente posti a delimitare una strada. La centina, cara ai padroni di casa, guarderà da lontano gli archi che ha contribuito a erigere per la durata della mostra e tornerà infine in cantina. Gli ulivi, una volta liberati dagli impegni strutturali ai quali saranno sottoposti, torneranno alla loro vita.

venerdì 30 settembre 2022

Benvenuti a Deruta (Buenaventura Durruti) & Sabotaggio #1,2,3,4,5 @ Terra Contemporanea, Add-art (Spoleto, 2022)

 

Benvenuti a Deruta (Buenaventura Durruti)
2022, 54.5X4X6, legno, ceramica

Il sogno di fare il ceramista non l’ho mai avuto ma ho il rimpianto di non essere diventato un grande sabotatore. Ho evitato di portarmi dietro anche quello di essermi fatto sfuggire l’occasione di poter nascondere in un Benvenuti a Deruta un Buenaventura Durruti. Che poi, visto che né io né lui abbiamo niente da nascondere, più che altro di farcelo accomodare.

Lavorare con la ceramica mi ha dato l’occasione di poter riflettere sul lavoro, cosa che mi viene più spontanea, e marginalmente sulla ceramica. Anche perché, fino a ora, nella mia vita, mi è mancato il gran talento che serve ad evitarlo, il lavoro, mentre dalla ceramica ero riuscito a starne lontano senza troppe difficoltà.

Il lavoro rimane il regno della noia e della ripetizione. Tolta l’attenzione dalle fabbriche ormai senza operai, costretti a trovare nuovi mezzi per alienarsi e sopravvivere, che da strumenti di distrazione sono diventati occupazione a tempo pieno, mi sono dovuto fermare a ragionare su figure più realistiche. Ho visto professori ripetere la stessa lezione a studenti diversi, eppure uguali, in modo sempre più efficiente ed efficace. Professionisti formati a formare non più giovani individui da incasellare negli appositi e consentiti spazi. Gente con tutte le risposte e con qualche domanda: quelle a cui qualcuno non potrà esimersi dall’esclamare un “bravo!” prima ancora di fornirgli la risposta. Ho visto artigiani ripetere gli stessi gesti da centinaia di anni, riprodurre gli stessi decori, con maestria assoluta e non ho resistito.

Mi sembrava l’unica azione possibile fosse quella che comportasse l’interruzione, senza dimenticare la riproduzione tutt’altro che fedele, ovviamente, dello schema. Ero chiamato anche io in fondo a fare e tanto per disertare, il rifare mi offriva una buona soluzione. Mi rendo conto di rimanere nell’ambito dell’innocuo, ma d’altra parte la bottega di un artigiano non è una fabbrica: più che di profitto si tratta di sussistenza. Resto comunque convinto che sia più soddisfacente giocare a fare il sabotatore che l’artista. Sperando che prima o poi si inizi a giocare sul serio. 

Sabotaggio #1-4, 2022.  Mattoni in ceramica di Deruta 20X20

 
Sabotaggio #5, 2022.  Mattone in ceramica di Deruta 20X20

sabato 1 giugno 2013

I want you - Presentami

Inaugura alle ore 18 di giovedì 13 giugno 2013, al Centro Luigi Di Sarro di Roma, con il Patrocinio del Co.Ri.S. - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza, la mostra Frammenti di un discorso amoroso, a cura di Maddalena Rinaldi. Dieci artisti sono stati invitati a rileggere ed interpretare l’omonimo testo del semiologo francese Roland Barthes.
Sergio Baldassini partecipa con l’installazione “I want you – Presentami”, ispirata al meccanismo dell’innamoramento per induzione descritto nel libro, in cui si sottolinea l’importanza dell’indicazione nella nascita del desiderio, con l’arte trasposta all’essere amato.



Mostratemi chi devo desiderare

Induzione L’essere amato è desiderato perché un altro o degli altri hanno segnalato al soggetto che esso è desiderabile: per quanto speciale esso sia, il desiderio amoroso viene scoperto per induzione.

1. Nessun amore è originale. Nemmeno quello per l’arte. Qualcuno ce la fa scoprire, dalla scuola alle vedette, altri ci aiutano a discernere, ci indicano le cose da desiderare, possibili acquisti o soltanto oggetti da bramare o studiare: questo è ciò che deve interessarti. Gli uomini appaiono incapaci di trovare da soli chi devono desiderare. Il ruolo fondamentale è quello del presentatore e la presentazione l’istituto principe di tutto il sistema. La galleria presenta l’artista al collezionista, il curatore l’artista al gallerista e si possono accoppiare così altri soggetti includendovi i vari ruoli di nostro interesse: artista, gallerista, rivista, collezionista, critico, storico, incosciente pagatore di biglietto al botteghino del museo.
“Mostratemi chi devo desiderare, ma poi toglietevi dai piedi!” è un motto che vale per l’amore tra due esseri umani, non tra uomo e opera d’arte: l’assenza della luce puntata dei fari causa un crollo verticale del desiderio. Quello per l’arte è un sentimento commerciale, simile all’amore mercenario: la lunghezza della fila è sintomo della qualità del servizio.

2. La proibizione aumenta il desiderio, l’irraggiungibile esercita il suo fascino. La coppia perfetta dovrebbe avere una struttura composta da un po’ di proibizione e molto gioco. Ma questo non è un gioco per tutti, e ci si può trovare a giocare a livelli diversi. Non tutti possono divertirsi. Gli indigeni ben disposti che vi indicano la strada senza però insistere per accompagnarvi li trovate, forse, in alcune foreste esotiche, a queste latitudini le scelte individuali potete prenderle solo se uscite dal sentiero.

Eden Dust



Frammenti di un discorso amoroso
Alba Kia, Alessandra Baldoni, Alessia Demarco, Alessio Paolone, Andrea Natale, Elena Rondini, Monticelli&Pagone, Serena Scionti, Sergio Baldassini, Yo Akao
a cura di Maddalena Rinaldi
13 giugno | 6 luglio 2013
Centro Luigi Di Sarro via Paolo Emilio, 28 - 00192 Roma
dal martedì al sabato 16 -19
presentazione: 24 maggio 2013 Caserma Sani Aula 9 ore 15 -17
vernissage: 13 giugno 2013 Centro Luigi Di Sarro ore 18.00
wwww.centroluigidisarro.it - info@centroluigidisarro.it - tel +39 063243513
Anteprima

giovedì 20 gennaio 2011

I want you - Press Releases




(English below)
Il 21 Gennaio 2011 inizia la performance “I want you – press releases” di Sergio Baldassini, a cura di Eden
Dust. L’artista compie una riflessione sui significati oscuri della comunicazione nell’arte attraverso l’analisi
dei comunicati stampa di dieci mostre internazionali. Baldassini immagina che i testi contengano, nascoste
in un linguaggio specialistico, delle parole in codice necessarie per accedere al sistema chiuso dell’arte. Le
parole, una volta individuate, vengono inviate per posta a dieci diverse gallerie, riconosciute come possibili
punti di accesso al sistema nel tentativo di forzarli.
Come data di inizio della performance è stata scelta quella in cui le lettere sono state spedite.


I want You – Press Releases

Che cos’è un comunicato stampa?
Il comunicato stampa è un testo, generalmente di una-due pagine utilizzato da molte aziende per
comunicare a giornalisti ed esperti di comunicazione le proprie iniziative e novità sui prodotti.
Riporta tutte le informazioni utili per realizzare articoli inerenti alla notizia che intende
comunicare. Proprio come un articolo di giornale, il comunicato stampa ha un titolo e quasi
sempre un occhiello, che precedono e riassumono la notizia. Il testo della notizia, essendo
destinato soprattutto ai giornalisti, deve rispettare la regola delle cinque W e le informazioni
devono essere chiare, attendibili e scritte con uno stile giornalistico.
Abbiamo eseguito un’attenta analisi su di un campione di comunicati stampa circolanti nel mondo
dell’arte e ci siamo interrogati sul significato della parte di testo che non serve a rispondere alle
domande: chi, cosa, quando, dove e perché. Dopo aver vagliato un’ipotesi interpretativa di tipo
critico-storica, abbiamo fatto analizzare i reperti da un team di crittografi di fama internazionale,
dei quali per motivi di sicurezza preferiamo non rivelare i nomi. Già a seguito di uno studio
preliminare, è subito parsa loro chiara l’esistenza di un codice: non tanto per una certa ermeticità
del testo, comunque visibile ad’ “occhio nudo”, ma quanto per la presenza di parole ricorrenti e di
altri indizi di carattere più strettamente tecnico.
Questi comunicati nascondono al loro interno delle informazioni segrete comprensibili soltanto a
coloro che possiedono la chiave necessaria alla loro decodifica. A questo punto è entrata in scena
la nostra squadra investigativa che infiltrandosi e investigando all’interno del sistema dell’arte ha
scoperto che i testi contengono alcune parole “speciali”. Queste sarebbero, infatti, stando alle
informazioni in nostro possesso, le password di accesso al Sistema stesso.
Torniamo ai nostri scienziati. Non è servito loro molto tempo per mettere a punto un algoritmo in
grado di estrarre le parole che stavamo cercando. Ed ora, finalmente, veniamo all’esperimento “I
want you – Press Releases”: abbiamo raccolto dal web dieci comunicati stampa serviti per
divulgare informazioni riguardanti altrettante mostre internazionali, li abbiamo trattati con le
tecniche studiate dai nostri crittografi, estratto le password che nascondevano e le abbiamo
rispedite in busta chiusa verso il Sistema, cioè verso altre dieci gallerie.
Che cosa succederà? I serramenti reggeranno o vedremo dischiudersi qualche porta?



The Sergio Baldassini’s performance “I want you-Press Releases”, curated by Eden Dust, will begin on
January 21, 2011. The artist reflects upon the undisclosed meanings of the art communication through
analyzing 10 international exhibitions press releases. Baldassini plays with these texts, imagining that,
hidden beneath the usual technical language, each of them contains key words to break the code of the art
system. The secret words, once identified, will be sent to ten art galleries, chosen as possible access points
to the system.
The performance starts the date in which the words will be sent.


I want You – Press Releases

What is a press release?
A press release is a written communication (one, two pages long) directed at members of the news media
for the purpose of announcing something claimed as having mews value, providing publicity for products or
events. A press release provides reporters with an information subsidy, containing the basics they need to
develop a news story. Just like newspapers articles, the press release is made of the headline, used to grab
the attention of journalists and briefly summarize the news, an introduction and the body of the message,
which provides the journalists with further explanation. The latter has to be written in a clear
comprehensible style, respecting the five W’s rule and coming from a reliable source.
We analyzed a representative selection of art press releases and we questioned the meaning of that part of
the texts that doesn’t really respond to the 5 W’s checklist, not providing information about who, what,
when, where and why. After taking into consideration a cultural and historical approach to them, we had
these texts examined by an international cryptographers pool (the identity of whom we rather not disclose
as a security measure). Soon after the first reading it seemed clear to them the presence of a code to
translate, this was evident not only for some abstruse passages present in the texts, but also for the
recurrent use of specific words besides other technical clues.
These press releases hide within the secret information only comprehensible to people that have the keys
to disclose it. Our investigative pool managed to infiltrate the art system and discover that press releases
contain indeed special words, which appear to be the passwords to the system itself. At the same time our
cryptographers created a specific algorithm capable to extract the words that we were looking for. Our
experiment “I want you-Press releases” consists of ten press releases, taken from the web and used to
promote international shows, that after being analyzed with our cryptographers techniques, provided us
with the hidden passwords. We sent them back to the system that is 10 other selected art galleries.
What it will happen? Will the system let us break into or not?

Translated by Chiara Gavagnin


Http://iwantyouproject.blogspot.com
email: iwantyouproject@yahoo.it