domenica 19 ottobre 2014

I want you - Il nulla creatore (particolare: "L'unico e la sua proprietà")

I want you - Il nulla creatore (particolare: "L'unico e la sua proprietà")
di Sergio Baldassini
espsosto alla mostra GalleryHome a cura di Maddalena Rinaldi in contemporanea il 18 ottobre 2014 a Roma, Parigi, Trento e Londra

"Io non sono già il nulla del vacuo, bensì il nulla creatore, il nulla dal quale io stesso creo ogni cosa. Lungi dunque da me ogni causa, che non sia propriamente e interamente la mia! Voi pensate che la mia causa debba essere per lo meno la " buona causa "? Ma che buono, ma che cattivo ! Io sono per me stesso la mia causa, ed io non sono né buono né cattivo. Tutto ciò per me non ha senso alcuno. Il divino è cosa di Dio, l'umano dell' " uomo ". La mia causa non è divina nè umana, non è la verità, non è la bontà, nè la giustizia, nè la libertà, bensi unicamente ciò che è mio; e non è una causa universale, bensì unica, come unico sono io. Nessuna cosa mi sta a cuore più di me stesso".
Max Stirner

Siamo stracolmi di informazioni, nozioni, metodi, consuetudini e tutto questo si sedimenta in noi. Determinadoci.
Anche le strade per sguggire a tutto questo sono state già segnate, battute anche se di certo non affollate.
Prendere coscienza di cosa siamo è il primo passo per ri-appropriarsi di sé stessi, il secondo è l'abbattimento delle strutture che ci sorreggono e ci mantengono senza possibilità di manovra nella forma in cui siamo condannati ad esistere.
I want you - Il nulla creatore (particolare: "L'unico e la sua proprietà")
2014 - stampa a getto d'inchiostro su carta, riproduzione del volume L'unico e la sua proprietà di Max Stirner nell'edizione dei Fratelli Bocca Editori del 1921 stampata su di un unico foglio

giovedì 9 ottobre 2014

I want you - I have a gym

I want you - I have a gym
Di Sergio Baldassini

2014- mdf, policarbonato, ferro, materiali vari, impianto audio, cd

Installazione esposta nella sezione Independents di ArtVerona 2014 nello spazio di Add Art di Spoleto.


Installazione ad ArtVerona (video di Francesco Berardinelli)


Veduta dell'installazione


Veduta dell'installazione


Veduta dell'installazione


Veduta dell'allestimento di Add Art con le opere di BerardinelliGatta, Benedetta Galli, Andrea Pinchi

sabato 14 giugno 2014

I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini
I want you - Site specific (take away)
7 Febbraio 2014
muro, intonaco, carta vetrata, vinavil, tela

L'operazione è stata effettuata su una parete del mio studio.
Il materiale abraso dall'intonaco è stato usato per coprire, o dipingere, la superficie della tela.
Qualora la parete venisse ripristinata nello stato precedente al mio intervento non avrei nulla da obiettare.
La tela può essere spostata dalla sede cui io l'ho destinata.
Ogni modifica apportata all'ambiente che accoglie l'opera, all'opera stessa per intero o in alcune sue parti ha il mio preventivo consenso.
Dichiaro di aver perduto ogni interesse verso “I want you – Site specific (take away) dopo circa cinque secondi dalla fine della sua esecuzione/installazione.


Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

Sergio Baldassini, I want you - Site specific (take away)

sabato 7 giugno 2014

I want you - Kill Your Father(s)

Sergio Baldasssini "I want you - Kill Your Father(s)" @ Zerpercento

Una vetrina dello storico negozio di tessuti Fratelli Bassetti di Roma sarà trasformata, dal 26 maggio all' 11 giugno 2014, in una galleria d'arte che ospiterà i progetti site specific degli artisti Sergio Baldassini, Lorenzo Bruschini, Alberto Emilano Durante, Giulia Manfredi e Chiara Pigoni.

La mostra è un tentativo di autogestione temporanea dello spazio da parte degli artisti, nessuno, a parte la vetrina, tra le opere e gli spettatori, nessuna percentuale da riconoscere al gallerista in caso di vendita, da qui il titolo: ZEROPERCENTO.

Gli artisti esporranno secondo il seguente calendario:
26 maggio – 31 maggio: Alberto Emiliano Durante e Giulia Manfredi
2 giugno – 4 giugno: Sergio Baldassini
5 giungo – 7 giungo: Lorenzo Bruschini
9 giugno – 11 giungo: Chiara Pigoni

Zeropercento
L'occupazione della vetrina di un negozio da parte di alcuni artisti non è soltanto il risultato della ricerca di un luogo dove esporre le proprie opere. È una verifica del crescente tasso di distrazione medio nella popolazione adulta.È la ricerca della facoltà nel pubblico, nello spettatore, nel calpestatore di marciapiedi di discernere tra i contenuti celati dalle pareti vetrate che si succedono davanti ai loro occhi e di riconoscere l'arte. Questa particolare capacità è solitamente attribuita al critico o al curatore che selezionano, propongono, garantiscono. A tutti gli altri non rimane che guardare, ad alcuni anche acquistare. Talvolta la passività tipica del loro ruolo viene mascherata da una promessa, e anche mantenuta, interazione, come quella concessa ai televotanti televisivi che nonostante tutto rimangono ciò che sono: spettatori-consumatori.

Dalla galleria alla vetrina di un negozio di tessuti il passo è breve. Entrambi luoghi deputati alla vendita differiscono per ciò che espongono. Invertendo l'ordine dei fattori il prodotto forse non cambia. Non siamo riusciti a trovare una galleria disposta ad esporre tessuti ma abbiamo trovato la vetrina di un negozio disposta ad esporre arte: l'esperimento può avere inizio. Cinque artisti (si) sono invitati a realizzare interventi site specific che occupino l'interno della vetrina: uno spazio delimitato da un vetro, un confine che sottolinea una distanza - quella del desiderio dal suo adempimento e dell'opera dallo spettatore. Un muro invisibile dove sbattere comodamente la testa.

L'attività commerciale che ospita il progetto continuerà a svolgere la sua funzione durante l'esposizione: vendere la propria merce. Non avrà invece alcun ruolo nella vendita delle opere ospitate nella vetrina. A differenza delle gallerie che espongono arte e si occupano della loro vendita, riconoscendo all'artista una percentuale sul venduto, il negozio tratterrà dall'eventuale cessione lo 0%. Scopriremo se la differenza tra arte e tessuti è soltanto quella che intercorre tra due categorie merceologiche. Verificheremo quanto delle opere d'arte siano in grado di caratterizzare uno spazio e quanto ne siano influenzate. Osserveremo nelle reazioni delle persone che getteranno lo sguardo oltre il vetro quanto siano in grado di comprenderne il contenuto. Eviteremo di fornire istruzioni per l'uso.

Per informazioni sulla mostra
email: trueedendust@yahoo.com
telefono: +39 3396421425

Inaugurazione 26 maggio ore 18

Fratelli Bassetti Tessuti
Corso Vittorio Emanuele II, n. 73 Roma
Lun 15:30 - 19:30
Mar - Ven 9.00 - 19.30
Sabato 10:00 – 19:00
Ingresso libero


Sergio Baldassini "I want you - Kill your father(s)
Sergio Baldassini "I want you - Kill your father(s)
Sergio Baldassini "I want you - Kill your father(s)
Sergio Baldassini "I want you - Kill your father(s), foto di Maddalena Rinaldi

martedì 14 gennaio 2014

I want you - Prova di sé

I want you - Prova di sè di Sergio Baldassini
Installazione esposta alla mostra SINtHOMO alla Mondrian Suit Gallery di Roma il 12 Gennaio 2014


Siamo in buona parte ciò che sappiamo. Gli insegnamenti ricevuti determinano lo svolgimento della nostra vita. La scuola, la famiglia, i libri che leggiamo servono a rispondere alle domande che ognuno si pone o sono l’insieme dei quesiti che è lecito porsi con le relative risposte coordinate? Cosa resta dell’essenza di un individuo cui è concesso conoscere solo quello che altri hanno deciso possa e debba sapere. Dominatori di porzioni insignificanti di mondo, dominati dalla parte complementare dell’esistente. Con l’occhio vicino all’oculare di un microscopio il piano del tavolo su cui poggia perde ogni possibilità di essere percepito.

Siamo in grado di mettere in discussione noi stessi, la nostra cultura, le nostre convinzioni, quelle regole e quelle convenzioni che ormai rispettiamo spontaneamente nei campi più disparati dove operiamo e in quelli ove non osiamo addentrarci? La capacità di non seguire i punti di una linea già tracciata è avere in se la fonte dell’errore. Quello che non è già noto né oggetto riconosciuto di ricerca è condannato a rimanere sconosciuto. I modi e i metodi ammissibili per svelare il mistero sono stabiliti, le mete da raggiungere fissate, non resta che eseguire.

E’ utile alla società che ognuno assuma un ruolo, da scegliere tra l’elenco di quelli disponibili, che abbia delle competenze e dei compiti assegnati. Che si possa essere solo sé stessi è un pericolo da scongiurare con ogni mezzo. Anche negando i mezzi. Buoni deterrenti per reprimere l’aspirazione a divenire chi già si è sono forniti dall’industria dei desideri, da certe ambizioni e anche da questa tanto amata e sbandierata cultura, intesa nel senso più ampio possibile. Abbiamo gli strumenti per creare qualsiasi cosa tranne la nostra stessa vita.

Le rivoluzioni si istituzionalizzano, gli estremi tendono verso il centro, anche le idee più incendiarie si annacquano e quando assumono una forma adatta ad essere diffusa sono assolutamente innocue. Resta la noia, la ripetizione, una certa forma di tranquillità e di pace rotta ogni tanto, qua e là, da una certa quantità di violenza necessaria a rompere la monotonia.

sabato 1 giugno 2013

I want you - Presentami

Inaugura alle ore 18 di giovedì 13 giugno 2013, al Centro Luigi Di Sarro di Roma, con il Patrocinio del Co.Ri.S. - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale de La Sapienza, la mostra Frammenti di un discorso amoroso, a cura di Maddalena Rinaldi. Dieci artisti sono stati invitati a rileggere ed interpretare l’omonimo testo del semiologo francese Roland Barthes.
Sergio Baldassini partecipa con l’installazione “I want you – Presentami”, ispirata al meccanismo dell’innamoramento per induzione descritto nel libro, in cui si sottolinea l’importanza dell’indicazione nella nascita del desiderio, con l’arte trasposta all’essere amato.



Mostratemi chi devo desiderare

Induzione L’essere amato è desiderato perché un altro o degli altri hanno segnalato al soggetto che esso è desiderabile: per quanto speciale esso sia, il desiderio amoroso viene scoperto per induzione.

1. Nessun amore è originale. Nemmeno quello per l’arte. Qualcuno ce la fa scoprire, dalla scuola alle vedette, altri ci aiutano a discernere, ci indicano le cose da desiderare, possibili acquisti o soltanto oggetti da bramare o studiare: questo è ciò che deve interessarti. Gli uomini appaiono incapaci di trovare da soli chi devono desiderare. Il ruolo fondamentale è quello del presentatore e la presentazione l’istituto principe di tutto il sistema. La galleria presenta l’artista al collezionista, il curatore l’artista al gallerista e si possono accoppiare così altri soggetti includendovi i vari ruoli di nostro interesse: artista, gallerista, rivista, collezionista, critico, storico, incosciente pagatore di biglietto al botteghino del museo.
“Mostratemi chi devo desiderare, ma poi toglietevi dai piedi!” è un motto che vale per l’amore tra due esseri umani, non tra uomo e opera d’arte: l’assenza della luce puntata dei fari causa un crollo verticale del desiderio. Quello per l’arte è un sentimento commerciale, simile all’amore mercenario: la lunghezza della fila è sintomo della qualità del servizio.

2. La proibizione aumenta il desiderio, l’irraggiungibile esercita il suo fascino. La coppia perfetta dovrebbe avere una struttura composta da un po’ di proibizione e molto gioco. Ma questo non è un gioco per tutti, e ci si può trovare a giocare a livelli diversi. Non tutti possono divertirsi. Gli indigeni ben disposti che vi indicano la strada senza però insistere per accompagnarvi li trovate, forse, in alcune foreste esotiche, a queste latitudini le scelte individuali potete prenderle solo se uscite dal sentiero.

Eden Dust



Frammenti di un discorso amoroso
Alba Kia, Alessandra Baldoni, Alessia Demarco, Alessio Paolone, Andrea Natale, Elena Rondini, Monticelli&Pagone, Serena Scionti, Sergio Baldassini, Yo Akao
a cura di Maddalena Rinaldi
13 giugno | 6 luglio 2013
Centro Luigi Di Sarro via Paolo Emilio, 28 - 00192 Roma
dal martedì al sabato 16 -19
presentazione: 24 maggio 2013 Caserma Sani Aula 9 ore 15 -17
vernissage: 13 giugno 2013 Centro Luigi Di Sarro ore 18.00
wwww.centroluigidisarro.it - info@centroluigidisarro.it - tel +39 063243513
Anteprima

mercoledì 24 ottobre 2012

I want you – studio di parole nell’arte fuori dall’opera

I want you – studio di parole nell’arte fuori dall’opera
di Sergio Baldassini

Installazione esposta nella mostra Life, a cura di VR_art curator(Maddalena Rinaldi e Alessia Vergari), realizzata nella sezione Independents3 di ArtVerona. Dal 18 al 22 Ottobre 2012.

Materiali:
-5 Canne da Pesca
-5 Vasi da fiori
-5 Etichette in cotone con occhiello metallico riportanti le parole:vuoto, percorso, assenza, development, concept
-Terra
-Comunicati stampa di mostre contenenti le parole che compaiono nelle etichette


L’ultima declinazione del suo complesso progetto I want you che coinvolge lo spettatore in una riflessione sul senso delle parole nell’arte. Anche in questo caso lo spettatore sarà chiamato ad una fruizione partecipativa dell’opera che lo suggellerà co-autore dell’opera stessa. Una fruizione pragmatica e cognitiva al tempo stesso.

Parole appese ad un filo “come fossero pescate dall’arte” – dice l’artista. Questo è il senso della sua suggestiva installazione, minimal ed essenziale come sempre. Parole scelte a caso, tratte da testi scritti sull’arte, con l’arte e per l’arte.

Parole sulle quali l’artista sente la necessaria urgenza di far riflettere. Perché?

Allo spettatore il compito di chiudere l’opera, nel tentativo di ricostruire il senso che l’artista ha voluto dare a quello studio di parole. Una provocazione? O una semplice constatazione dell’uso e abuso inappropriato che in arte si fa di “certe” parole?

Lo spettatore si soffermerà sui termini selezionati da Sergio Baldassini e potrà prendere i testi da cui sono tratte, rintracciando quelle parole proprio come ha fatto lui, riflettendo sulle loro implicazioni semantiche e sull’uso che ne viene fatto. Ma l’esercizio potrà essere ripetuto e ripetuto ancora, non solo in Fiera, ma anche a casa o altrove, quando leggendo comunicati, saggi e presentazioni sull’arte si potranno scovare parole scritte a caso: parole nell’arte, anche fuori dall’opera.

SERGIO BALDASSINI

Nato nel 1979 a Roma dove tuttora vive e lavora, Sergio Baldassini ha alle spalle una laurea in ingegneria elettronica. Avvicinatosi all’arte da autodidatta, è un artista provocatore e ribelle. Lavora con la performance e l’installazione preferendo il tema del rifiuto, molto spesso in riferimento al sistema e al sistema dell’arte.

Mai banali né scontate le sue opere costringono ad una riflessione più o meno amara, chiunque ci si imbatta.

Artista concettuale tout-court, Sergio Baldassini è artefice di un’arte impegnata che declina spesso in una forma estetica relazionale e partecipativa.

Dietro ogni performance o installazione si cela un messaggio che travalica i confini del contesto espositivo e, dall’opera, raggiunge il suo pubblico anche a distanza.

Dal 2010 porta avanti il suo ultimo lavoro di ricerca e denuncia, I want you project indagando con azioni concrete e appuntamenti virtuali tematiche sociali molto forti e di grande attualità. Tra cui The Chapel, 2010; Il volto di Dio, 2010; Beuys su tavola 2011; Prove di Selezione 2011 e Il senso di vuoto 2012.

Le sue installazioni si mostrano spesso come operazioni di denuncia di ciò che non funziona e che andrebbe migliorato con un po’ più d’attenzione. Ma il suo grido sa anche assumere toni meno perentori e più ironici, a volte coinvolgendo il pubblico anche solo in maniera ludica, ma non troppo.